Bancabilità – come si finanzia un impianto solare in Italia

Cosa vuol dire bancabilità

Un progetto solare attraversa più stadi prima di produrre energia. Viene autorizzato, ottiene un prezzo di riferimento, trova i capitali, entra in costruzione. Ma in questo processo c’è una variabile particolarmente importante:

La bancabilità misura quanto un finanziatore si fida di quel progetto. È la probabilità, letta da una banca o da un fondo, che l’impianto venga costruito bene e produca quello che ha promesso lungo tutta la sua vita utile. Quando questa fiducia è alta, il capitale arriva a condizioni migliori. Quando è bassa, il progetto fatica a chiudere il finanziamento, o lo chiude a un costo che ne erode il ritorno.

Per capire dove si gioca la bancabilità conviene partire dalle tre strade attraverso cui un progetto solare trova capitali oggi in Italia, e poi vedere perché tutte e tre convergono sullo stesso punto.

Le tre vie del finanziamento

Le aste pubbliche

Il meccanismo più usato nel 2025 è stato quello delle aste. Con il FER-X il GSE garantisce all’impianto un prezzo di riferimento a lungo termine e azzera quasi del tutto il rischio sui ricavi. Nella tornata 2025 il fotovoltaico si è aggiudicato 10,8 GW, il volume più alto mai messo a gara da un singolo Stato europeo in un anno. Il programma è appena partito: tra fine 2026 e 2027 le procedure del GSE puntano a circa 26 GW di nuova capacità rinnovabile.

Per lo storage esiste un meccanismo parallelo, il MACSE gestito da Terna. La prima asta, chiusa a fine settembre 2025, ha assegnato 10 GWh di capacità con contratti a quindici anni. La logica è la stessa: il sistema garantisce un ricavo di disponibilità stabile, e per il finanziatore lo scenario diventa facile da modellare.

Il Power Purchase Agreement

La seconda via non passa dal pubblico. Con un corporate PPA un’azienda energivora si impegna ad acquistare l’energia dell’impianto per dieci, quindici o vent’anni, blocca il prezzo e smette di subire la volatilità delle commodity. Quel contratto di lungo periodo rende il progetto leggibile a una banca.

In Italia la capacità contrattualizzata con corporate PPA è raddoppiata tra il 2024 e il 2025, dopo essere triplicata l’anno prima. Aste e PPA lavorano in parallelo, su segmenti di progetto diversi. In parole semplici, il PPA è uno strumento di stabilità e di efficienza per l’industria che vuole sottrarsi all’oscillazione dei prezzi.

Il project finance merchant

La terza strada è la più esposta. Nessun prezzo garantito, né dal pubblico né da un offtaker. Il progetto vive sui ricavi che genera sul mercato, e lo storage diventa decisivo perché sposta l’energia dalle ore in cui non vale nulla a quelle in cui viene pagata.

Il problema è concreto. Ad esempio, in Sicilia, nelle ore centrali di una giornata estiva, l’energia può andare a zero. Il proprietario di un impianto merchant si ritrova con il contatore che gira ma senza l’effettiva richiesta di energia. Affiancare un sistema di accumulo a un impianto merchant è spesso la condizione che lo rende finanziabile.

Il collo di bottiglia comune

Tre strade diverse arrivano allo stesso punto. Nessuna banca, nessun fondo e nessun corporate firma su un asset di cui non si fida. La fiducia riguarda una cosa sola: che l’impianto sarà costruito bene e funzionerà ancora tra vent’anni.

Qui la qualità costruttiva diventa una leva finanziaria. Gianluca Miccoli, amministratore delegato di AIEM, la riassume in un’equazione diretta. “Avere un EPC bancabile è sinonimo di qualità e garanzia: i soggetti finanziatori si sentono tranquilli di erogare, perché hanno la visibilità che l’impianto verrà realizzato con standard elevati.”

Il rovescio è altrettanto netto: affidarsi a un operatore meno bancabile significa ottenere una minore leva finanziaria, quindi più equity richiesta all’investitore. E quanto più l’investitore immobilizza equity, tanti meno megawatt riesce a costruire nello stesso periodo di tempo, con lo stesso capitale.

La bancabilità di un EPC poggia su elementi verificabili:

  • un track record documentato,
  • componenti Tier 1 con garanzie reali e una storia industriale abbastanza lunga,
  • una contrattualistica solida verso gli stakeholder,
  • una due diligence tecnica che regge l’esame del finanziatore.

Questo insieme abbassa il rischio percepito e con esso il costo del capitale del progetto.

Cosa cambia per chi sviluppa un impianto

La bancabilità si imposta a monte, non a ridosso del closing. Due impianti identici sulla carta, stessa taglia, stessa radiazione, stesso PPA, possono chiudere il finanziamento a condizioni molto diverse. A pesare sono le variabili che si decidono in costruzione: l’affidabilità e track record dell’EPC Conttsctor, il rischio di ritardo, di sottoperformance, di componenti sbagliati, di contenzioso. Il finanziatore le prezza mesi prima che qualcuno apra un foglio di calcolo.

Per chi sviluppa, questo cambia l’ordine delle decisioni. La via di finanziamento e il partner EPC vanno scelti insieme. Un asset più bancabile sblocca più leva, riduce l’equity bloccata e, a parità di capitale, porta a terra più megawatt. È la differenza tra un progetto che resta in pipeline e uno che entra in esercizio.

Solar Finance 2026, dove industria e finanza si parlano

A settembre saremo sponsor di Solar Finance 2026, l’evento di Italia Solare dedicato al rapporto tra finanza, fotovoltaico, accumuli e manifattura industriale, in programma a Milano il 10 settembre 2026.

L’edizione 2026 ha respiro internazionale e mette a confronto banche, fondi, investitori istituzionali, sviluppatori, IPP, EPC, ESCo e imprese manifatturiere lungo una giornata in quattro sessioni:

  • il finanziamento della manifattura clean tech in Europa, dagli strumenti pubblici e privati al de-risking degli investimenti industriali
  • i modelli per il fotovoltaico distribuito e l’autoconsumo, incluse le configurazioni CACER e gli strumenti per installatori, ESCo e PMI
  • la bancabilità dei BESS e il revenue stacking tra ricavi merchant, MACSE e capacity market
  • il finanziamento dei grandi impianti utility-scale, con le specificità dell’agrivoltaico e del floating PV

Due di questi fronti, i BESS e l’utility-scale con l’agrivoltaico, sono il cuore della pipeline AIEM. Presidiare il tavolo dove sviluppatori, investitori e banche si incontrano è il momento in cui il lavoro fatto in cantiere si traduce in valore finanziario.

Il punto di AIEM

AIEM è un EPC contractor specializzato in impianti fotovoltaici utility-scale, agrivoltaico e sistemi di accumulo, con cantieri in tutta Italia. Il 2025 si è chiuso con ricavi in crescita del 57% e produzione del 68%, l’aggiudicazione dell’asta GSE FER-X su Boara Polesine e un portafoglio con visibilità fino a fine 2027.

Aste, PPA e project finance rispondono a esigenze diverse e convivono. Qualunque sia la via scelta, la qualità dell’esecuzione resta la precondizione. La leva finanziaria si costruisce in cantiere, prima che nel term sheet, e si decide al concept del progetto.

Agrivoltaico: come ingegneri, agronomi e AI collaborano per un futuro sostenibile

Ecco come la sinergia tra ingegneria, agronomia e intelligenza artificiale sta trasformando l’agrivoltaico in un modello vincente per produrre energia e cibo in modo sostenibile ed efficiente.

Un sistema che unisce tecnologia e territorio

L’agrivoltaico è molto più di una semplice sovrapposizione tra agricoltura e impianti fotovoltaici: è un sistema evoluto che richiede progettazione avanzata, visione strategica e, soprattutto, collaborazione multidisciplinare. In un mondo in cui la pressione sulle risorse naturali aumenta, la capacità di generare energia pulita senza sottrarre spazio all’agricoltura è una sfida cruciale. L’agrivoltaico offre una risposta concreta, trasformando i terreni agricoli in spazi doppiamente produttivi, dove la luce del sole nutre sia le piante che i pannelli.

La forza dell’integrazione tra competenze

Il vero punto di forza di un impianto agrivoltaico non risiede solo nella tecnologia, ma nell’alleanza tra figure professionali complementari. Gli ingegneri, ad esempio, svolgono un ruolo chiave nella progettazione dell’architettura dell’impianto. Studiano la meccanica, la stabilità e il movimento dei pannelli, affinché possano adattarsi all’andamento del sole e alle caratteristiche specifiche del terreno agricolo.

Accanto a loro operano gli agronomi, responsabili dell’analisi delle colture e del comportamento del suolo sotto l’effetto dell’ombreggiamento parziale. La scelta delle varietà agricole, l’organizzazione delle semine e la gestione del microclima sono elementi fondamentali per mantenere alta la resa produttiva, anche in presenza di pannelli solari.

Ma è l’intelligenza artificiale a rappresentare oggi una delle innovazioni più significative nel campo dell’agrivoltaico. Grazie a sistemi predittivi e a una rete di sensori ambientali, l’AI è in grado di regolare in tempo reale l’orientamento dei pannelli, ottimizzando il bilanciamento tra la produzione di energia e l’irraggiamento necessario alle piante. In pratica, ogni impianto agrivoltaico diventa un sistema dinamico, capace di adattarsi in modo intelligente alle condizioni climatiche e colturali.

A completare il quadro ci sono gli esperti di sostenibilità e sviluppo rurale, che valutano l’impatto dell’impianto sul territorio e sulle comunità locali. La loro presenza garantisce che l’intervento sia non solo efficiente, ma anche armonico con la vocazione agricola, culturale ed economica del contesto.


Vantaggi che si vedono e si misurano

L’agrivoltaico, quando ben progettato, è in grado di generare vantaggi tangibili sia in termini ambientali che produttivi. Gli impianti dotati di pannelli mobili regolati da sistemi intelligenti possono arrivare a produrre fino al 30% di energia in più rispetto agli impianti tradizionali fissi. Questo incremento si traduce in maggiore efficienza e ritorno sull’investimento, senza compromettere la produttività agricola.

Un altro beneficio notevole riguarda la gestione delle risorse idriche. L’ombreggiamento parziale offerto dai pannelli riduce l’evaporazione del suolo, contribuendo a un risparmio d’acqua che può raggiungere il 20%. Questo è particolarmente significativo in contesti dove la siccità e il cambiamento climatico mettono sotto pressione le disponibilità idriche.

Dal punto di vista agricolo, l’interazione tra luce filtrata e temperatura controllata può migliorare la qualità di alcuni prodotti, come ad esempio il foraggio destinato all’alimentazione animale. Inoltre, la presenza di aree ombreggiate favorisce il benessere degli animali da allevamento, offrendo loro riparo dal caldo e contribuendo a ridurre lo stress termico.

Un’agricoltura connessa, intelligente e resiliente

L’adozione dell’intelligenza artificiale nell’ambito agrivoltaico segna un passaggio verso un’agricoltura sempre più precisa e interconnessa. I sistemi automatizzati, grazie alla raccolta continua di dati climatici e ambientali, consentono di regolare in modo millimetrico la posizione dei pannelli, mantenendo l’equilibrio ottimale tra luce e ombra. Questo approccio dinamico e adattivo porta a una gestione più efficiente delle risorse, riducendo l’intervento umano e i margini d’errore.

L’agrivoltaico diventa così un simbolo di resilienza, non solo contro i cambiamenti climatici, ma anche rispetto alle sfide economiche che oggi affrontano le imprese agricole. Offrendo un doppio canale di reddito – agricolo ed energetico – questo modello rafforza la stabilità economica delle aziende, promuovendo uno sviluppo territoriale più equo e sostenibile.

 

Conclusione: coltivare energia, raccogliere futuro
L’agrivoltaico non è una semplice soluzione tecnica, ma una nuova visione del rapporto tra uomo, terra e tecnologia. È la dimostrazione che l’innovazione, quando guidata da una logica integrata e multidisciplinare, può generare valore reale, misurabile e duraturo. Un futuro sostenibile richiede soluzioni intelligenti, ma anche collaborazione tra saperi, rispetto per il territorio e capacità di guardare oltre. Con l’agrivoltaico, questo futuro è già in costruzione.

Smart Grid: il futuro dell’energia è intelligente

Le reti elettriche tradizionali sono state progettate per un mondo in cui la produzione di energia era centralizzata e prevedibile. Oggi, con la crescita delle fonti rinnovabili e l’aumento della domanda di elettricità, abbiamo bisogno di un sistema più flessibile, efficiente e sostenibile.

Le smart grid, o reti elettriche intelligenti, rappresentano la risposta a questa sfida. Grazie all’integrazione di tecnologie digitali, IoT (Internet of Things) e sistemi di automazione avanzati, le smart grid ottimizzano la gestione dell’energia, migliorano la stabilità della rete e consentono una maggiore partecipazione attiva dei consumatori.

Ma cosa significa esattamente avere una rete “intelligente”? E quali vantaggi porta? Scopriamolo insieme.


Cos’è una smart grid e come funziona?

Una smart grid è una rete elettrica capace di comunicare e adattarsi dinamicamente alle condizioni di produzione e consumo. A differenza delle reti tradizionali, che funzionano in modo unidirezionale (dalla centrale elettrica al consumatore), le smart grid gestiscono il flusso energetico in modo bidirezionale, permettendo un’interazione attiva tra produttori, distributori e utenti finali.

Questa intelligenza è resa possibile da una serie di tecnologie innovative:

• Sensori e dispositivi IoT: monitorano in tempo reale la rete elettrica, identificando guasti e ottimizzando la distribuzione dell’energia.
• Contatori intelligenti (smart meter): forniscono dati dettagliati sui consumi energetici, aiutando sia i fornitori che i consumatori a prendere decisioni più informate.
• Sistemi di gestione della domanda (Demand Response): regolano automaticamente i consumi per bilanciare domanda e offerta, riducendo picchi di carico e sprechi.
• Software di analisi e intelligenza artificiale: analizzano enormi quantità di dati per prevedere i consumi e migliorare l’efficienza del sistema.

Questa rete dinamica permette una gestione più efficiente e resiliente dell’energia, con benefici significativi per aziende, cittadini e ambiente.

I vantaggi delle smart grid

1. Integrazione delle energie rinnovabili

L’energia solare ed eolica sono essenziali per la transizione ecologica, ma la loro produzione è variabile. Le smart grid gestiscono questa sfida adattando la distribuzione dell’energia in tempo reale, immagazzinando l’energia in eccesso e ridistribuendola quando necessario.

Esempio pratico: Se in una giornata ventosa un parco eolico produce più energia del necessario, la smart grid può immagazzinarla in batterie o reindirizzarla dove serve di più, evitando sprechi.

2. Efficienza e riduzione degli sprechi

Le reti elettriche tradizionali possono perdere fino al 10% dell’energia trasmessa a causa di inefficienze nella distribuzione. Le smart grid, grazie a sistemi avanzati di monitoraggio e automazione, riducono queste perdite, ottimizzando il flusso energetico.

Beneficio concreto: Un sistema più efficiente significa bollette più basse per i consumatori e minori costi di gestione per le aziende.

3. Maggiore affidabilità e sicurezza della rete

Blackout e interruzioni di corrente possono causare danni economici significativi. Le smart grid, grazie alla capacità di rilevare anomalie in tempo reale e di rispondere immediatamente ai guasti, migliorano la stabilità della rete.

Caso reale: Se un fulmine danneggia una linea elettrica, la smart grid può deviare automaticamente il flusso di energia su percorsi alternativi, evitando interruzioni.

4. Partecipazione attiva dei consumatori
Grazie ai contatori intelligenti e alle app di gestione dell’energia, i consumatori possono:
✅ Monitorare in tempo reale i loro consumi.
✅ Pianificare l’uso dell’energia nei momenti più convenienti (es. caricare l’auto elettrica di notte, quando l’energia costa meno).
✅ Vendere alla rete l’energia prodotta dai propri impianti solari, diventando prosumer (produttori + consumatori).

Risultato: Un consumo più consapevole e la possibilità di risparmiare sulla bolletta.

5. Sistemi di accumulo energetico
L’energia rinnovabile in eccesso può essere immagazzinata in batterie di accumuloaccumulatori idroelettrici o altre soluzioni avanzate. Questo permette di:
• Utilizzare l’energia solare di giorno anche durante la notte.
• Assicurare la continuità dell’alimentazione in caso di emergenze.
• Ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

Esempio: Un quartiere dotato di batterie di accumulo può funzionare in autonomia per ore o giorni in caso di blackout.

Le smart grid stanno trasformando il modo in cui produciamo, consumiamo e gestiamo l’energia. L’adozione di queste tecnologie è un passo fondamentale per un sistema elettrico più sostenibile, efficiente e resiliente.

Formazione ed aggiornamento: la nostra evoluzione continua.

Nel settore dell’energia rinnovabile, l’innovazione e l’adattabilità sono essenziali per seguire progetti sempre più sfidanti. In AIEM, crediamo fermamente che la formazione e l’aggiornamento continuo siano pilastri fondamentali per migliorare le competenze tecniche e rafforzare anche la coesione e la comunicazione all’interno del team.

 

Un progetto di coaching innovativo

Recentemente, AIEM ha intrapreso un percorso di coaching coinvolgendo i vari manager e team leaders. Questo progetto, articolato in dieci incontri, ha l’obiettivo di migliorare la comunicazione e le relazioni interne, promuovendo la collaborazione e abbattendo le barriere tra i team. Attraverso sessioni interattive e attività mirate, abbiamo lavorato per creare un clima aziendale in cui ogni membro si sentisse valorizzato e ascoltato, favorendo la crescita personale e professionale.

 

Lego® Serious Play®: costruire relazioni attraverso il gioco

Una delle metodologie adottate durante il coaching è stata il Lego® Serious Play®. Questa innovativa tecnica utilizza i mattoncini Lego per facilitare l’espressione e la comunicazione tra i partecipanti. Durante le sessioni, i membri del team hanno creato modelli tridimensionali che rappresentavano momenti significativi dell’azienda.

Queste costruzioni hanno permesso di visualizzare concetti complessi, facilitando la comprensione di idee astratte e delle dinamiche aziendali.

Il gioco ha stimolato la creatività, incoraggiando i partecipanti a pensare fuori dagli schemi, e ha favorito un dialogo aperto, promuovendo discussioni sincere e costruttive.

 

Grazie a questo progetto di coaching, abbiamo riscontrato diversi vantaggi:
• Miglioramento della comunicazione interna: si è instaurato un dialogo più fluido tra i vari reparti, facilitando lo scambio di informazioni.
• Maggiore collaborazione: abbattendo le barriere, i diversi team lavorano ora in modo più integrato verso obiettivi comuni.
• Rafforzamento dello spirito di squadra: la coesione del team è aumentata, creando un ambiente di lavoro più positivo e produttivo.

 

L’importanza della formazione continua in AIEM

In AIEM, siamo convinti che la formazione continua sia un investimento strategico per il successo a lungo termine. Offriamo programmi di formazione per sviluppare sia le competenze tecniche che quelle trasversali dei nostri dipendenti. Incoraggiamo la partecipazione a workshop e conferenze per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del settore e promuoviamo una cultura dell’apprendimento, in cui ogni individuo è incentivato a condividere conoscenze ed esperienze, contribuendo alla crescita collettiva dell’azienda.

 

Il nostro impegno per il futuro

Continueremo a investire nelle nostre persone, consapevoli che rappresentano la risorsa più preziosa per affrontare le sfide future e guidare l’innovazione nel settore dell’energia rinnovabile. Siamo determinati a mantenere un ambiente di lavoro che favorisca lo sviluppo professionale e personale, assicurando che AIEM rimanga all’avanguardia nel mercato.
Se desideri saperne di più sulle nostre iniziative formative o sei interessato a unirti al nostro team, visita le nostre posizioni aperte. Saremmo lieti di condividere con te il nostro percorso verso un futuro sostenibile e innovativo.

AIEM in un viaggio attraverso il tempo con il TEDx Rovigo 2024

AIEM sostiene come Sponsor il TEDxRovigo 2024. Supportare le attività e gli eventi del territorio è una parte fondamentale del nostro impegno verso la comunità. Crediamo nel potere delle idee e delle connessioni umane per generare cambiamenti positivi e duraturi.

Questa edizione del TEDx s’intitola “The Time Machine”. Il viaggio nel tempo ha sempre suscitato interesse e aperto la mente all’immaginazione: l’idea di poter esplorare e trasformare il passato, o di svelare i segreti del futuro, è irresistibile.

Anche il Gruppo AIEM sostiene l’evento TEDx Rovigo ritendendo di essere, con le proprie attività, un protagonista del tema The Time Machine per gli aspetti legati alla transizione energetica, all’evoluzione tecnologica e all’automazione che rappresentano il motore dell’innovazione, della sostenibilità e dell’evoluzione industriale globale.

Per tutti i dettagli relativi all’evento, che si svolgerà il 7 Settembre presso il Teatro Sociale di Rovigo, puoi consultare il sito ufficiale: https://tedxrovigo.it/

Essere sponsor di TEDxRovigo ci permette di contribuire a un evento che ispira, educa e connette persone con visioni innovative e prospettive diverse. La nostra missione è supportare iniziative che promuovano la crescita culturale e sociale, e TEDxRovigo incarna perfettamente questi valori, offrendo un palcoscenico per la condivisione di esperienze e storie che toccano il cuore.

Energia solare ed agricoltura: un binomio vincente grazie all’agrovoltaico.

L’agrovoltaico permette la costruzione di impianti solari che non sottraggono terreno all’agricoltura. Questa ​soluzione consente di combinare la produzione di energia solare con le attività agricole, offrendo vantaggi ​significativi per l’ambiente e l’economia.

L’agrovoltaico (o agrofotovoltaico) prevede l’installazione di pannelli solari sopra le colture agricole. Questa ​configurazione consente di generare energia elettrica sfruttando la luce solare, mentre le piante sottostanti ​continuano a crescere. Inoltre, i pannelli solari fungono da schermo protettivo, riducendo l’evaporazione ​dell’acqua dal suolo e proteggendo le colture dagli eventi meteorologici estremi, come grandine e piogge ​intense.

Questa tecnologia rappresenta una risposta concreta e innovativa alle sfide energetiche ed agricole del ​futuro, ottimizzando l’uso del suolo e contribuendo ad un futuro più sostenibile.

Il solare a sostegno dell’agricoltura

L’agrovoltaico offre numerosi vantaggi economici per il settore agricolo ed energetico. Consente agli ​agricoltori di diversificare le proprie entrate: oltre ai guadagni derivanti dalle colture, essi possono ​beneficiare delle entrate generate dalla vendita di energia elettrica prodotta dai pannelli solari. Questa ​doppia fonte di reddito può risultare particolarmente preziosa in periodi di difficoltà agricola, come quelli ​causati da condizioni climatiche avverse o fluttuazioni dei prezzi delle colture.

Inoltre, l’installazione di impianti solari sui terreni agricoli riduce la dipendenza dalle fonti di energia ​tradizionali, spesso soggette a volatilità dei prezzi. Questo comporta una maggiore stabilità economica per ​le aziende agricole, che possono così pianificare meglio le proprie attività e investimenti. Per alcune colture, ​l’agrovoltaico permette anche di ridurre i costi operativi legati all’irrigazione, poiché i pannelli solari ​diminuiscono l’evaporazione dell’acqua, conservando l’umidità del suolo e riducendo la necessità di irrigare ​frequentemente.

Potenziale di crescita globale

Con la crescente domanda di energie rinnovabili e la necessità di pratiche agricole sostenibili, l’agrovoltaico ​ha un enorme potenziale di crescita a livello globale. Paesi di tutto il mondo stanno esplorando questa ​tecnologia come una soluzione per affrontare le sfide ambientali ed energetiche.

In Italia, diverse regioni stanno sperimentando con successo l’agrovoltaico, integrando i pannelli solari nelle ​pratiche agricole tradizionali. Alcuni progetti pilota hanno dimostrato che è possibile aumentare la ​produttività agricola e la produzione di energia rinnovabile simultaneamente. Inoltre, il governo italiano sta ​incentivando l’adozione dell’agrovoltaico attraverso politiche di sostegno economico e normative favorevoli, ​come il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che prevede l’incremento delle energie ​rinnovabili nel mix energetico nazionale.

 

Agrivoltaico, gli incentivi 2024

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato un decreto che prevede ​l’erogazione di contributi a fondo perduto per la costruzione di nuovi impianti agrivoltaici, finanziati dal ​Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Con un budget di oltre 1 miliardo di euro, questo fondo ​copre fino al 40% dei costi ammissibili e offre una tariffa incentivante per l’energia elettrica netta immessa ​in rete.

Come accedere agli incentivi – Agrovoltaico 2024

Per accedere agli incentivi, ci sono due modalità: partecipazione a procedure competitive o iscrizione agli ​appositi registri.

Le procedure competitive sono riservate a impianti di qualsiasi potenza e prevedono un contingente ​complessivo di 740 MW. Queste procedure sono pubblicate nel corso del 2024 e sono destinate ad ​imprenditori agricoli e loro aggregazioni, comprese associazioni temporanee di impresa che includano ​almeno un imprenditore agricolo.

Le procedure di registro, con un primo contingente di 300 MW, sono destinate agli impianti fino a 1 MW di ​potenza, realizzati da imprenditori agricoli, società agricole e consorzi.

FAQ – Agrovoltaico, cosa coltivare?

La scelta delle colture da abbinare agli impianti agrovoltaici è cruciale per massimizzare i benefici di questa ​tecnologia. Alcune colture si adattano meglio di altre a crescere sotto i pannelli solari, grazie alle loro ​esigenze di luce e alle condizioni microclimatiche create dall’ombra parziale dei pannelli, ma non solo: le ​colture a bassa altezza sono le più indicate perché permettono una minore distanza tra le file di pannelli e, ​di conseguenza, un maggiore output di potenza prodotta per unità di superficie.

Le colture orticole come lattuga, spinaci, bietole e cavoli tendono a prosperare sotto i pannelli solari. Queste ​piante beneficiano dell’ombra parziale, che può ridurre lo stress idrico e termico, migliorando la qualità e la ​resa delle produzioni.

FAQ – Quanto rende un ettaro di agrovoltaico?

Il rendimento di un ettaro di agrovoltaico dipende da vari fattori, tra cui la posizione geografica, ​l’orientamento dei pannelli solari e il tipo di colture presenti. Le colture basse permettono di ridurre la ​distanza tra le file di pannelli e aumentare la potenza installata per unità di superficie. Al contrario, le ​coltivazioni di piante a medio fusto richiedono più spazio, riducendo il numero di pannelli installabili. In ​media, un ettaro di impianto agrovoltaico può produrre tra 200.000 e 300.000 kWh all’anno.

FAQ – Quali sono gli incentivi dedicati all’agrovoltaico nel 2024?

Nel 2024, gli incentivi per l’agrovoltaico comprendono contributi a fondo perduto e tariffe incentivanti, ​finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il fondo copre fino al 40% dei costi ​ammissibili per la costruzione di nuovi impianti agrivoltaici. È prevista anche una tariffa incentivante per la ​quota di energia elettrica netta immessa in rete dagli impianti agrivoltaici.

FAQ – Cosa si intende con agrovoltaico?

L’agrovoltaico, o agrofotovoltaico, è una tecnologia che combina la produzione di energia solare con ​l’attività agricola sullo stesso terreno. Questa soluzione prevede l’installazione di pannelli solari sopra le ​colture agricole, permettendo di generare energia elettrica sfruttando la luce solare mentre le piante ​continuano a crescere sotto i pannelli.